• slide2.jpg

Augurio per l'Anno nuovo 2018

Cari amici, abbiate il coraggio di “osare il Vangelo.” Il progetto pastorale dell’anno richiede di approfondire la conoscenza personale di Gesù. E siccome la via maestra di questa conoscenza è la lettura del Vangelo, bisognerà trovare tutti i modi per favorire questa lettura con giornate della Bibbia, gruppi di ascolto, celebrazioni di liturgia della Parola, sia come parrocchia che come forania.

Benedetto XVI, nella sua prima enciclica Deus Caritas est, n.1, ha scritto: “all'inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. Quindi, il cristianesimo non è una nuova etica, ma una nuova vita, che mette l’uomo in contatto diretto con Dio, attraverso la persona di Cristo. In definitiva, è la persona di Gesù che dà al cristiano sia l’identità personale che l’identità sociale e culturale. Non basta sapere chi è Gesù per la storia, la letteratura, le fonti storiche e archeologiche. Bisogna sapere chi è Gesù per me, per i miei affetti, le mie scelte, i miei orientamenti morali. È importante non fermarsi alla conoscenza storica, perché questa, da sola, può accrescere la mia erudizione e le mie conoscenze, ma non dare un senso alla mia vita. È necessario, invece, arrivare alla conoscenza personale, perché questa dà significato a ciò che amo e ciò che spero, a ciò che mi dà gioia e a ciò che mi fa soffrire. Senza Gesù non c’è campo, ha detto un giorno Papa Francesco, usando la metafora del cellullare nel parlare ai ragazzi. Voleva dire che, per mezzo di Gesù, si entra in contatto con tutta la realtà, con tutte le persone, con tutti i problemi. Non basta, quindi, conoscere Gesù dal punto di vista storico. Bisogna conoscerlo anche e soprattutto come nostro salvatore e nostro redentore, come il Signore della nostra vita e della nostra morte, del nostro presente e del nostro futuro.

San Paolo esortava i cristiani di Filippi ad avere gli stessi sentimenti di Cristo ed affermava di vivere non per se stesso ma per Cristo. In qualche modo, ogni cristiano dovrebbe dire altrettanto di sé. Il suo rapporto personale con Gesù deve imitare il rapporto che intercorre tra due persone che si amano. Queste usano spesso le stesse espressioni, nutrono gli stessi sentimenti, condividono le stesse aspirazioni. Sono veramente unite, sono un cuor solo e un’anima sola. Se uno ha incontrato Gesù nella sua vita, nel senso che lo conosce, lo imita, lo prende come suo modello, non può non lasciar trasparire dai suoi sentimenti, dalle sue scelte, dai suoi orientamenti morali uno stile di vita veramente evangelico. La Sacra Scrittura ci riferisce che quando Mosè conversava con il Signore, la pelle del suo viso diventava raggiante (cfr. Es 34, 30); quando i discepoli conversavano con Gesù lungo la via, il loro cuore ardeva (cfr. Lc 24, 32). Vi auguro, allora, di far trasparire Gesù dalla vostra vita e di comunicare sempre la gioia della sua compagnia.

Oristano 19/09/2018 20:43

Calendario Pastorale

Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
13
28

Ultima Omelia

Lettera Pastorale

Osare il Vangelo

Link Utili

 S.E. Monsignor Ignazio Sanna
Arcivescovo Metropolita di Oristano:

P.zza Giovanni Paolo II, 1 – 09170 ORISTANO (Italia)
E-mail: arcivescovosanna@gmail.com
(per interviste contattare il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali)

Designed By Grafica & Web Design