Per una pastorale più attenta ed evangelica

Riporto alcune indicazioni interessanti di Francesco sulla concezione della pastorale giovanile. Secondo il Papa, la pastorale giovanile deve essere: Articolata, in modo da rispondere alle domande che ogni giovane si pone e da offrire a ognuno di loro il necessario per colmare in abbondanza il loro desiderio di ricerca (cfr. Gv 10, 10). Non si può dimenticare che il Signore chiama ciascuno per nome, con la sua storia, e a ciascuno offre e chiede un cammino personale e intrasferibile nella sua risposta vocazionale. Narrativa. Il giovane vuole vedere «narrato» nella vita concreta di un consacrato il modello da seguire: Gesù Cristo. La pastorale del «contagio», del «vieni e vedrai», è l’unica pastorale vocazionale veramente evangelica, senza sapore di proselitismo. «I giovani sentono il bisogno di figure di riferimento vicine, credibili, coerenti e oneste, oltre che di luoghi e occasioni in cui mettere alla prova la capacità di relazione con gli altri». Solo una proposta di fede vocazionale incarnata può entrare nella vita di un giovane e non il contrario. Ecclesiale. Una proposta di fede o vocazionale ai giovani si deve fare nella cornice ecclesiale delVaticano II. È questa la «bussola per la Chiesa nel XXI secolo» per la vita consacrata ai giorni nostri. Questa cornice ecclesiale chiede ai giovani un impegno e una partecipazione alla vita della Chiesa come attori e non come semplici spettatori. Si devono anche sentire partecipi della vita consacrata, con le sue attività, la sua spiritualità, il suo carisma, la sua vita fraterna, il suo modo di vivere la sequela di Cristo. Evangelica e come tale impegnata e responsabile. La proposta di fede, come pure la proposta vocazionale alla vita consacrata, devono partire dal centro di ogni pastorale: Gesù Cristo, così come ci viene presentato nelVangelo. Non serve evadere, né servono le fughe intimiste o gli impegni meramente sociali. La «pastorale show» o la «pastorale passatempo» sono lontane dalla pastorale vocazionale. Il giovane va posto dinanzi alle esigenze del Vangelo. «IlVangelo è esigente e domanda di essere vissuto con radicalità e sincerità». Il giovane va messo in una situazione in cui accetti responsabilmente le conseguenze della propria fede e della sequela di Cristo. In questo tipo di pastorale non si tratta di reclutare agenti sociali, ma veri discepoli di Gesù con il comandamento nuovo del Signore come parola d’ordine e con il codice delle beatitudini come stile di vita. Accompagnata. Una cosa è chiara nella pastorale giovanile: è necessario accompagnare i giovani, camminare con loro, ascoltarli, provocarli, scuoterli perché vadano al di là delle comodità in cui si adagiano, risvegliare il desiderio, spiegare loro che cosa stanno vivendo, condurli da Gesù, e sempre favorendo la libertà affinché rispondano alla chiamata del Signore in modo libero e responsabile. È necessario creare un clima di fiducia, far sentire ai giovani che sono amati così come sono e per quello che sono. Il passo dei discepoli di Emmaus può essere un buon esempio di accompagnamento (cfr. Lc 24, 13- 35). Il rapporto personale con i giovani da parte dei consacrati è insostituibile. Perseverante. Con i giovani bisogna essere perseveranti, seminare e attendere pazientemente che il seme cresca e un giorno possa recare frutto. L’agente di pastorale giovanile nella sua missione deve essere ben consapevole che il suo lavoro è quello di seminare, qualcun altro farà crescere e altri ancora raccoglieranno i frutti. Giovanile. Non possiamo trattare i giovani come se non fossero tali. La nostra pastorale giovanile deve essere caratterizzata dalle seguenti note: dinamica, partecipativa, gioiosa, speranzosa, audace, fiduciosa. E sempre piena di Dio, che è ciò di cui ha più bisogno un giovane per colmare il suo giusto anelito di pienezza: piena di Gesù che è l’unico cammino che i giovani devono percorrere, l’unica verità a cui sono chiamati ad aderire, l’unica vita per cui vale la pena dare tutto (cfr. Gv 1, 35 e seg.).

+ Ignazio Sanna

Oristano 19/09/2018 05:34

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