Conoscenza e amore

Il nostro conoscere è il nostro vivere

1. La visione biblica dell'uomo è unitaria
La visione biblica dell’uomo è unitaria. L’unità dell’uomo descritta dalla Bibbia, però, non è di carattere filosofico o psicologico, bensì di carattere teologico. L'uomo è uno nella misura in cui è in comunione con Dio. Tant'è vero che quando l'uomo perde la comunione con Dio egli perde anche l’unità interiore, sia con se stesso, perché, dopo il peccato, si scopre nudo, cioè diviso in se stesso; sia con l'altro, perché si mette in contrasto con la donna; sia con il mondo, perché questo non è più il giardino da coltivare e custodire, ma l’ambiente dove l’uomo lavora con il sudore della fronte e la donna partorisce tra le sofferenze del parto. Le categorie antropologiche per descrivere questa unità sono i termini: nefesh, ruah, basar, leb, tradotti, rispettivamente, in anima, spirito, corpo, cuore. Esse descrivono le diverse dimensioni dell'uomo, non già le parti del suo organismo, e cioè, rispettivamente, la sua vitalità, la sua spiritualità, la sua corporeità, la sua moralità. Si può dire che l'uomo sia nefesh come anche basar, ruah leb, ma non che egli abbia un nefesh, e così via. Questa visione unitaria veterotestamentaria è conservata anche negli scritti del NT, nonostante nel periodo in cui essi sono statti redatti facesse sentire il suo influsso il dualismo ellenistico. Sia i vangeli sinottici, sia la letteratura paolina, di fatto, mantengono la visione unitaria dell'uomo.

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Oristano 21/10/2018 06:21

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(per interviste contattare il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali)

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